Duncan Freehand Zero
scritto da Simome "Siminitto" Capurro
Quasi cinque anni fa entrò in commercio uno yoyo che per la sua versatilità e rapporto qualità prezzo ebbe un successo fuori dal comune: il Freehand della Duncan.

Purtroppo dopo un paio d'anni lo yoyo uscì dal commercio per la rottura dello stampo utilizzato per produrlo, e venne sostituito dal Freehand 2, che però non raggiunse pari successo, anche se possiamo considerarlo l'evoluzione dello storico Bumble Bee.
Dopo insistenti lamentele e richieste dei fan del vecchio modello, nel 2003 la Duncan (tramite la Bandai) si decise a lanciare sul mercato l' Hyper Freehand, ovvero una specie di pre-release del Freehand Zero per il mercato giapponese: un successo.
Conseguenza quasi logica fu lanciare sul mercato mondiale nel 2004 il Freehand Zero.

Il Freehand Zero mantiene le caratteristiche che hanno decretato il successo dei suoi predecessori, stessa estetica, stesso prezzo, ma prestazioni migliori.

Ma ora andiamo a descrivere le caratteristiche di questo yoyo più nello specifico.

Il Freehand Zero è uno yoyo in plastica creato da Steve Brown principalmente per il gioco in freehand, ovvero lo stile in cui lo yoyo è libero ed ha un contrappeso legato all'estremità del cordino, ma è altrettanto usato per il gioco classico a una mano.
Ha caps laterali removibili che danno la possibilità, volendo, di appesantirlo o modificarlo.
Come sistema di ritorno usa i pads, che consentono differenti setup:
  • due pads lo yoyo è molto reattivo ed è più adatto a un gioco old school
  • un pad sarà meno reattivo e più adatto per livelli di gioco più alti e per il freehand
È inoltre dotato di 2 set di rondelle di diverso spessore da sostituire agli o-ring di gomma per ottenere un gap più o meno largo e quindi più o meno reattività.

Inoltre il FHZ è commercializzato con inclusi nella confezione 3 tipi diversi di contrappeso per il freehand: il classico dado come nelle precedenti versioni, la pallina di gomma come per il Throwmonkey, e uno tra 6 personaggi simbolo della Duncan.

A livello di gioco, considerando il fatto che è uno yoyo interamente in plastica, offre prestazioni al di sopra della media, e se ben rodato consente senza bisogno di modifiche di giocare new school ad alti livelli. Per quanto riguarda il gioco freehand c'è poco da dire, il fh zero è nato per quello e si sente: peso e dimensione ideali e materiali resistenti alle cadute fanno sì che il nostro fhz sia sempre in ottima forma senza accusare anche i colpi più forti.

Ultimamente uno dei più famosi yoers/modders del momento, Takeshi Kamisato, ha messo a punto una modifica per consentire un gioco ancora meno reattivo e quindi più adatto ai trick di nuova generazione, la recessed mod, ovvero ribassare di un paio di millimetri il vano del pad di modo che l'attrito col cordino sia minimo.

Questa mod rende lo yoyo molto poco reattivo, e quindi meno adatto ai giocatori meno esperti, dato che è necessario un richiamo alla mano in controrotazione, ma rende il recessed FHz uno yoyo in grado di affrontare praticamente qualsiasi tipo di trick.

In definitiva il Fhz ha dalla sua il prezzo basso e la versatilità, oltre al fatto di essere indicato dal principiante allo yoer più esperto, come contro però ha la richiesta di una maggiore manutenzione rispetto ad altri yoyo dato che i pads necessitano di essere di tanto in tanto cambiati. A livello di prestazioni dato il peso non elevatissimo, il Fhz non ha i tempi di sleeper e la stabilità di uno yoyo in metallo o uno yoyojam, ma basta dare un occhiata alle classifiche delle competizioni internazionali o mondiali per rendersi conto che questo giocattolino se nelle giuste mani può dire senz'altro la sua.